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Prime riflessioni...

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LE CINQUE CHIAVI

LA VERITÀ
La verità è personale ed è relativa. Non c'è una verità assoluta se non quella che si vuole imporre come un dogma o per fede. Questi ultimi due aspetti non sono negativi, ma vanno rivisti sotto un'altra luce: i dogmi sono domande in attesa di una risposta, la fede è fiducia e si può avere fiducia solo se si ha fiducia in se stessi. La verità non può essere statica perché la vita non è statica, è dinamica e può ampliarsi, se vuole essere sempre più vera. La verità è come l'acqua, vedi la simbologia del segno zodiacale dell'Acquario:se è ferma diventa stagnante e malsana, se scorre, si arricchisce di minerali e diventa un fiume, un mare o un oceano. Quindi, un primo processo che dobbiamo imparare è quello di essere aperti alle opinioni altrui, cercando di collegare la loro parziale verità alla nostra, ponendo particolare attenzione al contesto.Ma cosa è il contesto? Si tratta della storia di ognuno, del significato che si dà alle parole, degli studi e pensieri. È necessario evitare di affibbiare etichette o di creare pregiudizi che possano portarci a pensare qualcosa che riguarda più noi che il nostro interlocutore. Non è un processo scontato, perché richiede da parte nostra una buona disponibilità all'ascolto, non solo delle parole, ma anche del loro senso e delle emozioni che raccontano. È faticoso e impegnativo, richiede non solo un'apertura mentale con una ampia cultura e disponibilità, ma anche una particolare sensibilità verso l'altro. In questo modo non ci poniamo nella posizione di essere “contro”, ma in quella di essere “con”:scegliamo cioè un atteggiamento propositivo invece di uno antagonista, che ci aiuterà ad unire perla dopo perla le nostre conoscenze con quelle degli altri.La verità è composta da tre processi: la comprensione, la digestione e l'assimilazione.Non è possibile comprendere un pensiero fin da subito, è necessario sempre un certo tempo, soprattutto quando non siamo ancora aperti a condividere e a rivedere i nostri pensieri. La digestione è un processo lento perché ha due processi: il primo è interno e richiede di smantellare le strutture che potrebbero inficiare la possibilità di dire lo stesso concetto in modo diverso con lo stesso significato e il secondo è esterno ed è quello di trovare i collegamenti con quanto già conosciamo senza cadere nell'inganno atavico del dualismo bene-male, giusto-sbagliato. Dobbiamo comprendere ciò che ci viene detto secondo i nostri tempi, senza troppa pigrizia, e non usando solo il nostro metro di giudizio, ma comprendendo il contesto, quindi il metro di giudizio, di chi ascoltiamo.Così facendo, sarà possibile assimilarlo e quindi farlo nostro. In questo modo eviteremo l'errore di comprenderlo solo letteralmente e, nel tempo, comprenderemo anche che laverità non è legata al potere, ma è e basta.

AMPLIAMO L'ESPERIENZA
Per poter fare nostro un determinato concetto, dobbiamo utilizzare l'esperienza. Quindi non basta solo un lavoro di riflessione, ma deve esserci un sua applicabilità nel quotidiano, un qualcosa che ci permetta di verificare se quanto abbiamo pensato è valido. Questa chiave potrà sembrare complessa e difficile perché ci sono concetti che non possono essere applicati giorno dopo giorno, vedi, solo per esempio, la fisica quantistica. In questo ci viene in aiuto la nostra sensibilità, la nostra innata capacità di percepire oltre i sensi, di utilizzare la parte nascosta e inconscia del nostro cervello e del nostro essere qui e ora. È bene comprendere questa chiave per evitare di accettare un'affermazione solo perché l'ha detta una persona famosa, in quanto non è importante la fonte ma il concetto stesso. I concetti sono come un attrezzo, non hanno valenza positiva o negativa, è l'uso che facciamo che li rende utili o pericolosi.Per poter valutare un atto è necessario vederlo nel suo insieme fino alle intenzioni con le quali viene fatto. Questo processo è personale, nessuno conosce le vere intenzioni di una persona, certe volte neanche l'interessato; conosciamo solo le nostre intenzioni e troppo spesso giudichiamo gli altri per quello che faremmo noi in una data situazione: e anche qui dobbiamo renderci conto che spesso ci immaginiamo qualcosa che può non corrispondere al vero. In merito all'uso o abuso dei concetti altrui, vediamo tutti i giorni sui media come concetti di valore vengano utilizzati per fare colpo sulla massa eottenere denaro e potere.

RISTRUTTURIAMO IL DUALISMO
È chiaro che per poter effettuare una migliore comprensione di quanto conosciamo di nuovo o vecchio e per accedere ad una visione più ampia della realtà, dobbiamo ristrutturare la nostra concezione di dualismo: non distruggere, ma ristrutturare, ovvero ricostruire in modo diverso. Un esempio che viene dalla mia esperienza è quello di comprendere che il male, non è altro che una difficoltà che ci serve per crescere.Dobbiamo imparare, nei momenti difficili, a rialzarci e a saper perdere, perché non sempre si può vincere. Cerchiamo di comprendere che la famosa via di mezzo non è stare fermi al centro, ma è oscillare tra due estremi, visto che, come diceva il mio maestro di shiatzu, per fare del bene si deve conoscere il male che ne può derivare. Non dimentichiamo che chi vince a volte, ma io direi sempre, si guadagna certamente onori e gloria, ma anche la responsabilità, l'impegno e per certi versi il servizio al prossimo.Purtroppo, spesso mancando quella seria riflessione che è legata alla parte migliore dell'uomo, la persona che vince si perde nel gioco del potere.

QUI E ORA
Quando si può iniziare a lavorare su se stessi? Sempre, soprattutto qui e ora. Qui e ora è una frase che può dire molto e allo stesso tempo nulla, un po' come quella di Diego Cugia, scrittore noir e inventore di Jack Folla che affermava: “Bisogna fare buio fuori per fare luce dentro”. Ci manca la capacità di osservare ciò che non solo accade fuori dinoi, ma soprattutto dentro di noi. Non ci ascoltiamo e non sentiamo quello che si muove dentro, da ciò che è più evidente come le emozioni a ciò che più sottile come le sensazioni.A nessuno viene in mente che ogni parola può essere un sasso lanciato che apparentemente non colpisce nulla e sembra non fare danno, ma che invece ne fa.Quando ci salutiamo dobbiamo imparare a non lasciarci con dubbi o rabbia, perché questi, come l'acqua ferma, andranno a male. Ognuno di noi ha un suo modo di esprimersi e questo rende tutto più difficile, per questo motivo è importante che ognuno cerchi, per esprimere i propri pensieri, di usare parole semplici, chiare e non diano adito a interpretazioni, soprattutto quando si scrive su internet. Chi ascolta o legge si senta in dovere, se non capisce, di fare domande. Inoltre dobbiamo imparare ad ascoltare l'altro non solo nelle parole, ma in quello che è il suo reale problema: magari una nostra parola detta a proposito può aiutarlo a capire meglio ciò che non capisce. I problemi caratteriali non dovrebbero essere un impedimento perla comprensione tra le persone; il consiglio di risolverli da uno psicologo e non in un gruppo, per quanto sia un buon consiglio, limita la comprensione dello stato d'animo altrui, che comunque porta a disagi, blocchi ed errati giudizi. Ecco che questa chiave relativa al qui e ora sottolinea come sia importante comprendere se ciò che diciamo è adeguato al contesto e al momento.Dobbiamo sempre domandarci perché facciamo un'affermazione piuttosto di un'altra e come la facciamo e quale intenzione abbiamo nel farla. Vogliamo dare potere alle idee:bene, dobbiamo imparare ad usarle, perché indirettamente usiamo un potere. Non dimentichiamocelo.

LA LIBERTÀ
Il quinto punto è la libertà. L'unico concetto che sono riuscito ad esprimere, durante una mia presentazione, è che la libertà è solo nelle regole e che prima nasce nell'interiore e poi si esprime nell'esteriore. La consequenzialità di questo concetto è che la nostra libertà finisce dove inizia quella degli altri. Dove stanno i confini? In questo caso non ci sono confini definiti, ma sono variabili in rapporto a come stiamo.Pensiamoci: quando siamo deboli e stanchi, i nostri confini sono ristretti e fragili,chiunque può penetrarli e abusare di noi. La responsabilità di questo non sta solo in chi fa l'abuso, ma anche in chi lo subisce. Questo perché abbiamo il dovere di prenderci cura di noi stessi in ogni ambito del nostro essere e in ogni momento, non solo quando stiamo male. Per questo motivo diventa importante conoscere lo stato di salute e il collegamento tra mente e corpo, due elementi di uguale importanza, simili al bene e al male, due aspetti della stessa realtà. Tenere uniti mente e corpo dovrebbe aiutare a fare chiarezza su quanto ho detto a proposito della ristrutturazione del dualismo. Solo in questo modo possiamo parlare di libertà: quando siamo liberi dentro e non abbiamo troppe strutture mentali che influenzano il nostro pensiero. È un lavoro che dura tutta la vita perché intimamente legato alla prima chiave: la verità su noi stessi.Quando riusciremo ad eliminare le strutture che ingabbiano il nostro pensiero e ci capiterà di sentirci aggrediti, accadrà che sapremo porgere l'altra guancia, in un gesto che non sarà di sottomissione ma di coscienza della situazione e questo gesto,inaspettato come un sorriso di fronte ad un fucile, sorprenderà il nostro simile sciogliendo le tensioni.

Di queste chiavi si potrebbe parlare in un incontro o forse meglio dieci o venti, in modo da poter approfondire ulteriormente e con diverse visioni, conoscenze ed esperienze il senso di questi concetti. Fare proprie queste semplici chiavi, come detto in precedenza, non è facile e non è scontato. Non basta un click o un “sono d'accordo” o un “mi piace” per risolvere la questione: una volta che abbiamo queste cinque chiavi dobbiamo imparare a capire che dietro a tutto questo c'è nascosta una sola serratura, neppure tanto misteriosa, legata al potere e all'incapacità dell'uomo a gestirlo se cercato con bramosia o desiderio. Abbandonato il desiderio, ci comparirà come in un sogno la serratura e inizierà il nostro vero lavoro. Nel corso della mia vita ho ampliato queste cinque chiavi in undici chiavi e undici serrature, dove tre chiavi e tre serrature sono indiscutibili e possono solo essere vissute in modo personale. Insieme alla mia metà abbiamo realizzato un disegno per collegare tutti gli elementi, tuttavia, come lo sono i disegni di Giordano Bruno e la stessa filosofia di Anassagora, risulta di difficile lettura perché può far cadere il lettore in facili e superficiali interpretazioni. Vi consiglio intanto di leggere il testo completo sul sito di Scribd. Sito nel quale troverete anche una riflessione su "Essere e non essere". Se invece siete interessati alla mia attuale ricerca approfondite l'argomento nelle pagine "Chi sono" e in "Chiesa".



CANALI IL CANALE È STATO CHIUSO
Programma di massima svolto:
- Le 22 chiavi [ 29/02/2016 - 08/08/2016 ]
- Le 11 porte [ 12/09/2016 - 28/11/2017 ]
- Le 11 frecce [ 05/12/2016 - 06/02/2017 ]

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