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Introduzione o premessa

    Il primo passo da fare per accedere ad una migliore conoscenza, anche di se stessi, è quella di essere aperti ad ascoltare, a valutare, a confrontare e a collegare quanto si conosce con quanto si viene a conoscenza. Ogni verità è parziale, anche quando apparentemente sembra essere assoluta, scientifica e ripetibile. Questo concetto può sembrare esso stesso assoluto, ma non lo è, dipende dal contesto in cui si trova. Per ogni singola verità parziale diverse persone possono convenire che è giusta, ma non sarà mai assoluta e valida per tutti.

    Senza questa apertura non sarà possibile andare oltre i propri limiti, siano essi strutturali, razionali, emotivi o anche solamente fisici. Saper mettere in discussione le proprie idee è una grande capacità e va costruita nel corso della propria vita, comprendendo a fondo il contesto di ogni singolo concetto di cui si viene a conoscenza. Per questo motivo è bene sempre contestualizzare ciò che ascoltiamo, approfondendo la conoscenza di chi abbiamo di fronte.

    Il secondo passo sarà quello di acquisire una migliore sensibilità e percezione di ciò che i sensi trasmettono alla nostra mente. Per farlo in modo corretto -o diciamo pure migliore-, dobbiamo comprendere i limiti della nostra mente, le sue abitudini, la sua storia, la sua ingordigia di potere e l'arroganza che si cela dietro le nostre mille facce e scuse quotidiane. Senza accorgerci siamo violenti con il prossimo, attraverso le nostre scelte, le nostre parole, i nostri sguardi, i nostri pensieri. Riconoscere questa intrinseca violenza è parte del percorso di conoscenza di sé.

    Sarà chiaro che nessuno potrà fare questo lavoro interiore per noi, nessun maestro e nessuna tecnica potrà aiutarci o facilitarci in questa ricerca, in quanto sarà la vita stessa ad insegnarci ciò che è più utile. Passo dopo passo saremo portati a darci una personale risposta ad una domanda fondamentale: "Stiamo sopravvivendo o stiamo vivendo?". Perché sarà questa risposta a farci comprendere che essere spirituali non significa diventare qualcosa, avere una salute perfetta, avere energie o conoscenze misteriose, ma solo avere una visione diversa e più ampia del mondo in cui viviamo.

    Vi offro un consiglio: se non riuscite a capire il senso di quanto è qui scritto o lo trovate contraddittorio o temete di fraintendere, prendete queste poche righe come una semplice favola per adulti e lasciate al tempo la sua maturazione. Oppure, meglio, lasciate questo sito per tornare sul motore di Google. Ciò che la vita mi ha insegnato in questi anni è che quando siamo pronti la risposta sboccerà naturalmente dal nostro interiore. Basta avere pazienza, attenzione e ascolto.

    Ora, riassumiamo i quattro punti:
    1. aprirsi al nuovo, che non significa accettare qualunque cosa;
    2. contestualizzare i concetti e le esperienze, che non significa comprendere le motivazioni di una scelta, ma accoglierne il significato;
    3. percepire oltre le apparenze, che non significa avere o sviluppare un potere, naturale o paranormale;
    4. nessun maestro o tecnica, che non significa che seguire una pratica sia del tutto inutile.

TRE CAMBIAMENTI

    I
    Nel corso degli anni, poco o tanto, si cambia sempre. Si tratta di un processo naturale, inevitabile, anche quando ci barrichiamo in modo fermo su principi razionali, storici o archetipi. La nostra debolezza sarà ancora più evidente quando cercheremo di imporre le nostre idee a chi ci è vicino e, perché no, anche lontano. Tanto più c'è violenza e rigidità fisica o verbale accompagnata o meno dalla denigrazione e da un voler imporre il proprio potere verso l'altro, tanto più saremo in errore e in contraddizione con quanto vorremmo essere. Per questo motivo dobbiamo comprendere bene la sottile differenza tra cambiamento esteriore e cambiamento interiore, sono due cose ben diverse. Uno porta alla ripetizione, l'altro alla liberazione.

    Dobbiamo in questo primo reale passo iniziare a procedere nei tre cambiamenti di base: il primo è fisico, nasce da un'attenzione verso il proprio corpo e il mondo circostante. Non si tratta solo della cura del cibo, della sua preparazione e dall'esercizio fisico e cura del corpo; ma anche del mondo che ci circonda. Ovviamente, quanto e nel modo che ci è possibile fare. Il secondo è mentale, nasce da una conoscenza del proprio passato e dall'osservazione di noi stessi. Con l'aiuto di un terapista o anche no, possiamo scoprire il nostro io, i vizi, i tabù, le abitudini, i sogni, le reali intenzioni delle nostre scelte. Il terzo è interiore, nasce dalla percezione nell'esperienza diretta. Il quotidiano è la via maestra per comprendere oltre le apparenze dei primi due aspetti chi siamo. Sebbene questi tre percorsi si possano fare in contemporanea, si può anche iniziare da uno solo.

    Un problema della ricerca interiore è l'ampliamento della propria coscienza e dei suoi riferimenti nella nostra mente. All'inizio la ricerca sarà una salita, partiremo dal fisico, all'emotivo, fino al razionale, in seguito diventerà una discesa nel mondo mentale, per arrivare al mondo interiore e infine al mondo spirituale. Ricordando che il vostro io tenderà a giocare con voi facendovi cadere oppure trovando motivi di sconforto. Per questo motivo, mettete sempre in dubbio quanto percepite e adoperatevi ad usare in modo intelligente la vostra testa, sforzatevi giorno dopo giorno ad essere sempre più centrati e profondi: usando la volontà di andare oltre ciò che pare chiaro o doloroso.

    In questo modo raggiungerete un nuovo modo di essere, dove l'intelligenza non è più ragione o raziocinio, ma logica estesa alla percezione. È in forza di questo nuovo principio che scoprirete come la vita stessa sia la migliore scuola di vita e perché le anime desiderano continuamente incarnarsi. Ricordate che sebbene le tecniche siano utili inizialmente e una base da dove iniziare, alla fine sarà la vita a condurre la crescita.

    Immagino siano concetti alquanto scontati per alcune persone, tuttavia, ritengo siano anche la base di una buona crescita interiore. Questi primi tre passi permetteranno la realizzazione di un buon contesto dove costruire la propria identità. Dove scoprire, in realtà, chi siamo realmente e quale responsabilità abbiamo qui e ora.

    Un piccolo riassunto:
    1. osservare le sfumature e le differenze nelle diverse situazioni che viviamo quotidianamente, in modo da scoprire una nuova capacità e sensibilità;
    2. ampliare non la conoscenza o il potere, ma la percezione di ciò che riteniamo essere vero attraverso tre iniziali passi;
    3. seguire gruppi, maestri, tecniche ricordando di non legarsi mai ad esse;
    4. la vita è la prima scuola, dove solo voi potete esercitare una scelta e seguirne il percorso, tutto il resto è sostegno e una guida teorica;

RICERCA DUALE

    II
    La società cambierà solo quando ogni persona effettuerà il proprio cambiamento attraverso l'interiore: una ricerca diretta alla conoscenza della propria reale natura e non solo a quella dell'io, apparente e momentanea. Non è l'io che cerca, ma è la nostra consapevolezza di esistere oltre le apparenze. Può essere paradossale, ma sebbene tutte le anime anelino ad essere figlie di Dio, con coscienza e capacità diverse, ancora oggi si suddividono in tre razze, le quali stanno trovando un personale e diviso percorso.

    Solo tramite la volontà, quella che si manifesta nei momenti difficili, che mette da parte l'io per salvare una vita in difficoltà, risulta essere il vero motore. Ma state attenti a non rendere ciò una routine cadreste nuovamente nei giochi dell'ego e nella gestione del potere. L'io, invece, è solo una manifestazione della mente e, per certi versi, il risultato di un processo "digestivo" nell'interiore. I nostri pensieri sono frutto di azioni di cui non siamo consapevoli ed è per questo motivo nostro compito diventarlo, affinché le nostre azioni siano coscienti.

    Questo mondo, per quanto illusorio, è la migliore occasione per riabbracciare la spiritualità e la nostra vera essenza se sapremo andare oltre i limiti che ci imponiamo attraverso le strutture mentali. Se sapremo andare oltre ciò che riteniamo la ultima verità, pur mantenendo i nostri limiti, scopriremo come i pensieri siano simili ai rigoli d'acqua che cercano di tornare al mare. Per quanto neghiamo, consciamente o inconsciamente, tutti siamo a conoscenza di questo principio, sia atei, sia credenti. Sembra una sola ricerca, in realtà sono due e contemporanee. Una esterna tramite il fare consapevole, una interna tramite la riflessione e l'ascolto.

    Arriveremo ad un punto in cui non saremo più in grado di offrire ad un gruppo di persone ciò che sappiamo e sarà possibile farlo, nella migliore ipotesi, solo singolarmente e saltuariamente. In ogni situazione, dopo aver compreso il contesto in cui ci troviamo, potremo scegliere di dividere oppure accogliere. Tutto ciò che avviene dopo è solo un pensiero che fuoriesce dall'essere per diventare tempo. Il pensiero, così come lo conosciamo, è sempre legato ad un passato o un futuro, mai ad un presente. Nel presente l'essere agisce o è, anche contemporaneamente.

    Cercare di cambiare la società è una utopia simile a quella di voler cambiare il proprio partner. Si può cambiare solo se stessi, ma anche questo non è certo facile, in quanto siamo legati dalla nostra storia personale, dagli schemi famigliari e da influenze esterne che superano la nostra immaginazione. Quindi, la possibilità migliore è quella di scavare dentro se stessi per far rifiorire qualcosa che va oltre la propria comprensione. Solo così possiamo portare la luce sia sotto che sopra di noi.

    Quindi possiamo pensare e fare:
    1. impariamo a conoscere e ampliare il nostro livello di consapevolezza;
    2. scopriamo la volontà che si cela dietro le difficoltà;
    3. rivediamo il concetto di limite, come strumento per andare oltre i simboli e le due stesse ricerche;
    4. riconosciamo come i nostri pensieri siano frutto (digestione) di strutture e abitudini;

SENZA POTERE

    III
    Dopo una triplice ricerca e una duale azione, dovremo comprendere il profondo significato di potere riconoscendo come le strutture, costruite nella nostra vita e che ancor oggi costruiamo, tramite simboli, riti, tecniche, preghiere e le più disparate credenze, abbiano una profonda influenza nel nostro interiore nella vita. Riconoscendole possiamo guardarle in modo distaccato, accettandole facciamo in modo che non influenzino più la nostra vita, abbandonandole diventano parte di noi e supporto alla vita.

    Queste strutture sono gli elementi collegati alla bramosia di un potere che si rafforza attraverso la ragione. Quest'ultima si fa forza tramite schemi e abitudini, mentali e pratici, che ci rendono schiavi e distruggono le nostre forze. La malattia è una soluzione che il corpo cerca in rapporto alle leggi spirituali. Togliendo lo spazio di attenzione all'io cercando di scoprire la nostra vera natura, toglieremo il senso di potere a cui bramiamo.

    Ci riteniamo liberi, ma liberi non siamo. Esperienza dopo esperienza dobbiamo sforzarci ad aprirci ad una verità diversa, il che non significa perdere se stessi e ciò a cui crediamo, ma proprio il contrario: accogliendo quella verità, insieme al suo contesto, potremo contemplare il diverso come parte di noi. In questo modo amplieremo non solo la nostra veduta generale, ma anche le nostre limitate verità.

    Ricordiamo che il superamento dell'io non significa negarlo o cancellarlo, ma solo contestualizzarlo dentro le nostre piccole verità. Accettare il prossimo con la sua verità, non significa assecondarlo o dargli un significato positivo; ma solo far propria la sua verità ponendola nel giusto contesto. Poi, non dimentichiamo che ognuno di noi è libero di vivere la vita come vuole, purché non stravolga quella di un altro, altrimenti ne paga le conseguenze. La legge di causa ed effetto è parte della vita interiore ed esteriore; ma anche questa può essere manipolata a favore con il senso di colpa.

    Questa via interiore vi porterà a non avere più paura della morte e inizieremo, insieme, un percorso che nessuna tecnica o iniziazione potrà mai aiutarci a realizzare. Passeremo da uno studio a un fare, da un fare ad un essere, da un essere a ciò che siamo realmente: non c'è illuminazione o cambiamento, ma solo semplice normalità.

    Alla fin fine:
    1. destrutturare la propria immagine per scoprire la vera immagine dentro di noi;
    2. il potere è creato da una serie di elementi, uno di questi si forma tra la scelta e il fare, dobbiamo imparare a diventare coscienti del perché delle proprie scelte e quale influenza (potere) abbiamo su noi stessi e gli altri;
    3. la libertà è interiore e non esteriore, si tratta di uno stato di coscienza e non di fatto, scoprire che il divenire non è essere, può essere molto utile alla ricerca di se stessi;
    4. negare non è cancellare il problema, ma fornire ulteriore forza.

NON SONO IO

    IV
    Prendete ora questa frase: "So di essere un nulla nell'universo, ma questo nulla è la cosa più importante che esista, in quanto senza di esso il tutto non esisterebbe". Sembra un pensiero facile da comprendere, vero? Eppure ci scontriamo sempre con quello che crediamo di essere: il nostro io. Un io con tante facce: arrogante, egoista, furbo, violento, orgoglioso e allo stesso tempo limitato, stupido, credulone, superficiale, rigido.

    Sebbene ogni cultura umana vi siano dati di una vita dopo la morte, ancora oggi le persone si dividono in due parti: credenti e non credenti. E in modo ridicolo popolazioni intere fanno la guerra, fisica o verbale o scritta, su chi ha ragione. Tuttavia, nessuna delle due parti si è mai posta la scelta di andare oltre la propria limitata credenza, tutti sembrano preferire la delega a terzi della propria conoscenza (religione e scienza) e, in un certo senso, della propria vita. Mettere in discussione il proprio io può sembrare, superficialmente, come mettere in discussione la stessa esistenza e, in qualche modo, la propria vita.

    Eppure è possibile! Sarebbe però un po' come morire. Vero? Che non sia così lo può dire chiunque sia morto a se stesso. Ma cosa vuol dire "essere morto a se stesso"? Potete scoprirlo solo rispetto al vostro percorso, ponendo l'intelligenza al posto del semplice raziocinio. Certo, non è facile, soprattutto perché si tratta di un processo molto ampio e non essendo naturalmente aperti non ascoltiamo nemmeno colui che ci è realmente amico.

    Ricordo nuovamente di mettere in dubbio ciò che ascoltate (anche le mie stesse parole qui scritte), sia ciò che arriva da dentro di voi, sia ciò che viene da fuori di voi. Perché la voce di Dio è la vostra stessa voce e non è diversa. Riconoscendola nella libertà del dubbio, vi sarà più chiara anche quella dell'io. Abbandonate l'idea di vedere maestri o parenti disincarnati, perché la paranormalità è solo una forma di potere che stuzzica il vostro io.

    Per questi motivi impariamo, nella ricerca esteriore e interiore, ad essere compassionevoli e aperti. Non sappiamo mai quale sia stata la storia di chi abbiamo di fronte e quali dolori, rabbia e inconprensioni abbia vissuto. Colleghiamoci alla sua parte spirituale e riconosciamo in lui le sue debolezze. In questo modo scopriremo anche qualcosa di noi, spesso cose stravolgenti e nuove.

    Alla fin fine riassumiamo:
    1. l'io non viene abbandonato, non sarà cambiando nome che si cambia vita, lo si usa solo come strumento;
    2. il dualismo è imperante nella nostra vita e siamo parte di esso, superarlo, significa vedere il fiume che scorre tra lo yin e lo yang di questo dualismo;
    3. saper far morire il proprio io significa mettere da parte se stessi per un fine migliore;
    4. dubitate sempre di ciò che chiamate channeling, ascoltate il messaggio ma non il messaggero, contestualizzate sempre quanto vivete.

IL BENE E IL MALE

    V
    Questi due aspetti li posso toccare e riconoscere attraverso i miei sensi, come la notte e il giorno. Così come posso scoprire che il male è assenza di bene, posso anche scoprire che quell'assenza qui non sarà mai assoluta. Sia il male, sia il bene esistono al di là delle immagini archetipe imparate a memoria oppure siano sconosciute causa la mia stessa incredulità e ignoranza determinata da sensi che non li percepiscono come tali.

    Se volessi andare al di là dell'immaginario, ampliando quella che può sembrare solo una favola religiosa, posso vedere in quel male un fratello da abbracciare e non perdonare, un fratello che ha sbagliato ed è già sulla retta via del ritorno verso Casa. Anzi, vi dirò e mi diverte pensarlo, è già tornato a Casa: per questo motivo questo mondo basato su una gerarchia piramidale è ormai senza una "punta", oggi è sostituita da un'altra forma di potere, quella di molti, a forma trapezoidale.

    Se accolgo il mio male per sostenerlo e riportarlo verso ciò che ritengo essere il fine della mia vita, sto in questo modo trasformando la mia stessa vita e posso sentirmi nelle braccia di Dio. Questo è Amore. Sebbene questa sia una visione umana e il linguaggio tanto limitato, mi sento di dire che c'è ancora molto da comprendere in questo senso e sebbene i tempi siano corti, non perché lo siano realmente, esiste un ascensore che ci potrà condurre ancora a Casa, in caso contrario toccherà aspettare quello successivo.

    A questo punto esistono due domande, una per i credenti: "Potete accogliere tra le braccia il demonio come vostro fratello?" E una seconda per i non credenti: "Potete desistere dall'uso della ragione, della violenza e del potere?" Perché in realtà stiamo parlando della stessa cosa. Rinunciare al male non significa abbandonarlo, ma accoglierlo in un abbraccio d'Amore. Oppure, preferiamo restare dei piccoli uomini fragili e arroganti?

    Se comprenderemo il gioco dualistico che vive dentro il nostro DNA e la nostra anima, evidente purtroppo solo in questa realtà illusoria, fenomenica e di reale confronto, comprenderemo che la nostra identità supera l'immaginazione e la conoscenza è un gioco di specchi dove tutto è possibile. Questo non vuol dire che la conoscenza sia inutile, ma che va indirizzata e completata attraverso la propria coscienza. La coscienza è la nostra volontà intelligente, così come indicata in queste pochissime righe e identificabile con l'essenza divina che è in ognuno di noi.

    Riassumiamo nuovamente:
    1. assoluto e archetipo sono parte di noi, comprendere questa loro influenza è importante per superarli;
    2. l'immaginazione può sviare, tuttavia può essere utile quando si comprende la sua origine;
    3. accolgo il male se lo comprendo, solo così posso poi trasformarlo;
    4. possiamo desistere dall'uso del potere se sappiamo riconoscere il piccolo o grande potere che abbiamo.

LA RELIGIOSITÀ

    VI
    Le religioni sono il tentativo dell'uomo di accogliere ciò che non può essere accolto, in quanto è già presente. Anche se questa forma di spiritualità è molto semplice e ricca di contraddizioni risulta utile per molte persone e per questo motivo dobbiamo sempre ricordare di avere un profondo rispetto, anche quando (purtroppo) assumono una forma di potere ed espressioni di violenza. Ogni religione, prima di arrivare ad una sublimazione, passa attraverso una forma di potere.

    Sarebbe già un cambiamento se le persone riconoscessero questa forzatura e riuscisse ad opporsi ad essa anche quando questo può voler dire morte. Certo, sono scelte troppo individuali e personali per dire qualcosa di più. Dobbiamo sempre ricordare che è il singolo a fare la differenza e ad avere la responsabilità di ciò che fa, dice ed è. Ci si nasconde dietro al gruppo, un po' come gli animali.

    Esistono quattro facce: quando l'uomo parla a Dio, ma non lo sente diremo che è una persona credente e di grande fede. Quando è Dio a parlare all'uomo, diremo che è un profeta. Quando il dialogo è in entrambi i sensi allora diremo che è un illuminato o una santa. Quando non c'è dialogo è naturale dire che è ateo. Quattro facce dello stesso rapporto che purtroppo tengono l'uomo e Dio distanti.

    Ma c'è un altra possibilità, quando reciprocamente Dio e l'uomo si accolgono. In quel momento non c'è distanza e il dialogo avviene con la stessa voce, la stessa intelligenza e non si tratta di potere o di manifestazione. Perché non c'è separazione e non c'è una mente che spurga pensieri, non c'è neppure negativo o positivo, yin o yang, tutto è e basta. Ora, posso capire la vostra difficoltà a capire di cosa stia parlando ed è per questo motivo che vi invito più ad ascoltate dentro di voi cosa si muove leggendo queste poche righe, più che a riflettere sul loro senso.

    Discutere di ciò che la mente non può comprendere è inutile, si tratta di una fatica che porta solo alla divisione e alla perdita di energie. Parliamo di ciò che abbiamo e sappiamo cercando di andare un po', solo un po', più in là della nostra limitata visione. Questo piccolo passo quotidiano ci porterà avanti e scopriremo nel corso dei mesi che quel passo è in realtà più grande di quanto la stessa mente aveva pensato di fare. Evitiamo però aspettative e desideri, viviamo in un qui e ora senza ulteriori orpelli mentali. Impariamo a scoprire quando la mente osserva solo fuori o dentro e quando osserva da entrambi i lati e scopre il suo vero sé, l'anima che la spinge verso la Creazione, verso Dio.

    Si può fare (?):
    1. il rispetto va coltivato giorno dopo giorno, non si è rispettosi con la sola teoria o scrivendo regole;
    2. il cambiamento è singolo e personale, si deve agire senza aspettarsi qualcosa e liberamente;
    3. quando supererete nelle situazioni il dualismo scoprirete che esistono quattro direzioni;
    4. accogliere è uno stato d'animo, non solo un'azione.

RISPETTO DEI VALORI

    VII
    Ogni persona ha dei valori e vanno rispettati. Quando si cerca di imporre i propri valori, anche se giusti, stiamo facendo una violenza che farà diminuire il valore delle nostre, più o meno, buone intenzioni. Accade la stessa cosa anche quando le nostre parole non sono seguite da un medesimo comportamento, parola e pensiero.

    Rispetto e valori vanno coltivati giorno dopo giorno, così come è bene insegnare ai propri figli che l'errore serve a migliorarsi e non a deprimersi o a punirsi, alla stessa maniera dobbiamo insegnare a noi stessi ciò che è meglio per noi. Possiamo dare solo ciò che abbiamo fatto proprio e non ciò che riteniamo di aver ben memorizzato.

    Per questo motivo, i corsi per essere dei buoni genitori, le tecniche psicologiche, i falsi atteggiamenti, la violenza determinata dalla paura o dall'esercizio del potere, non avranno nessun effetto positivo sui figli. Siano questi ultimi i nostri, adottati, di altri o perfetti sconosciuti. Perché i figli son di tutti e nessuno è proprietario assoluto di un altro essere. Intendiamoci, i corsi sono utili, ma quanto si apprende va fatto proprio nella vita quotidiana!

    All'uomo le regole vanno spesso strette, tuttavia le cerca e le vuole, magari anche "indossate" da altri, tuttavia le vuole perché senza si sentirebbe perso. Ma le regole sono strette perché è l'io a sentirle strette, se siete le regole, le vivete, vi accorgerete che non c'è costrizione. Quando la coscienza si ampia, impareremo a riconoscere la nostra responsabilità anche in ciò che non ci coinvolge direttamente ed è lontano nella nostra vita. Per questo motivo dobbiamo stare all'erta e sempre rivolti alla ricerca, in quanto la nostra consapevolezza non è oggi tale da accogliere una così vasta percezione.

    Il rispetto germoglia dentro di noi quando scopriamo quante etichette mettiamo ad ogni esperienza, cosa e persona accanto a noi. I pregiudizi alla fine sono parte e forma delle etichette. Queste eticchette non forniscono la verità, ma sono solo una stampella per la mente che vuole essere padrona di se stessa. Senza etichette la mente deve affidarsi a qualcosa che va oltre se stessa, un po' come il bambino deve affidarsi al genitore. Se riesce a fidarsi qualcosa dentro di voi cambia e scoprirete qualcosa di più di voi e della mente.

    Riassunto:
    1. riconoscere la violenza che facciamo e subiamo è uno dei passi più importanti per iniziare a non farla;
    2. comprendere che diamo solo quello che realizziamo nella vita è il secondo passo più importante;
    3. la paura come l'arroganza e il senso di colpa invadono la vita di tutti, riconoscerli è il terzo e fondamentale passo per cambiare;
    4. vivere per essere, solo così possiamo andare oltre, solo così la società sarà migliore e l'individuo potrà realmente contribuire alla crescita di tutti;

ANDARE OLTRE

    VIII
    Che cosa sono queste poche righe? Sono semplicemente uno sguardo dietro di me. Una storia, una favola per adulti, per coloro che desiderano cercare dentro se stessi le risposte. Desiderano andare oltre le apparenze, i dati di fatto, il conosciuto, lo sconosciuto, le energie, il potere. Non sono parole, non sono concetti, non sono archetipi, tuttavia, qualora restino in voi solo come memoria e teoria, essi lo diventeranno.

    Ognuno di noi ha un suo percorso personale, non ci sono intermediari o forme di delega. Sbaglieremo, cadremo, correremo e saremo felici, scontenti, arrabbiati, amabili, violenti. Saremo noi con i nostri tabù e vizi. Saremo ciò che coltiveremo dentro e per questo motivo tutto ciò che passa attraverso i sensi è molto importante. Tutto ciò che entra nella mente è molto importante, per questo motivo curate lo studio e ciò che leggete e guardate, in quanto ci sono "alimenti" che possono uccidere la vostra coscienza.

    Non esistono solo le droghe o le tecniche per sballare, esistono anche le abitudini. Ricordate che non state andando da nessuna parte, il tempo è una illusione, lo spazio una doppia illusione. Non sarà neppure andando in qualche remoto luogo della Terra che troverete pace, conoscenza e ispirazione. Tutto ciò di cui avete bisogno è qui e ora, dentro di voi. Dovete solo andare oltre e, per farlo, dovete conoscere voi stessi al di là delle apparenze.

    Quando guardo il cielo stellato vedo riflesso il mondo che ai miei sensi è invisibile, eppure è lì a guardarmi e a guidare la mia vita. L'aldilà è più vicino di quanto penso, ma non è quello che la mia mente crede essere. Posso immaginare mille cose, ma alla fine sono solo simboli e archetipi di qualcosa ben diverso. Se voglio comprendere cosa sia devo imparare ad aprirmi alla percezione usando la volontà.

    Andare oltre causa una grande paura. C'è un andare oltre che tutti dovremo affrontare inevitabilmente, la morte. La paura di morire nasce da diversi motivi: la paura che ci sia qualcosa dopo, la paura di non esistere, la paura di soffrire. Tuttavia tutte queste paura racchiudono una unica motivazione: nessuno si è preparato alla morte. Tutti hanno aspettato la fine pensando di protrarla in modo indefinito. I giovani credono di avere tempo, eppure niente è garantito, la morte potrebbe essere dietro all'angolo, domani oppure anche oggi. Prepararsi significa iniziare ora, non domani. Su come prapararsi dipende dalla storia del singolo. Ecco perché la ricerca interiore, come la intendo io, è importante.

    Ultimi spunti:
    1. il vissuto non è memoria, la mente e l'io ricordano e studiano la teoria, il vissuto è eterno presente in un "qui e ora" in espansione;
    2. è l'attraversamento che determina il cambiamento e accade in un istante, il divenire è il ricordo di cambiamenti di cui non si percepiscono più gli elementi;
    3. l'illusione è il ricordo di qualcosa che riteniamo non esistere più, in realtà, esiste ancora, ma abbiamo perso appunto la sua essenza;
    4. l'invisibile è la natura in cui siamo immersi e di cui siamo parte e creazione, ma non è la spiritualità, è solo la parte più visibile di essa.

Conclusioni

    foto Se avete letto tutte le otto sezioni, spero abbiate compreso che iniziare una ricerca interiore non è così semplice e scontato. Il processo è lento e richiede molte energie e attenzione, così come è richiesto per realizzare un'opera d'arte di valore. Non c'è scorciatoia o soluzione alternativa, non si può delegare a qualcuno il nostro operato e cadere nei giochi del potere è molto facile, tanto da far sembrare impossibile qualsiasi risultato. Tuttavia, se saprete non abbattervi, rialzandovi nelle diverse cadute, scoprirete che non è neppure una cosa impossibile da realizzare. Ogni giorno ci saranno alti e bassi, dubbi e certezze; ma alla fine comprenderete che dietro questo altalenare c'è un filo di stabilità, di serenità, di collegamento che va oltre ogni aspetto conosciuto. Quel quid è il vostro centro e vi condurrà verso la meta finale da cui non siete mai partiti, ma che vi farà portare insieme a voi quella figlia che non ha mai conosciuto la spiritualità. Oltre, non si può raccontare.
    I passaggi sono segnati: dal pensare al fare, dal fare all'essere, dall'essere a quello che siete realmente. Il tutto si riduce a una semplice quotidiana ricerca personale dove non c'è gruppo, non c'è legame, non c'è nulla se non il collegamento con il vostro vero e ultimo essere. A quel punto l'Amore e l'abbraccio con Dio non è teoria, ma sapiente conoscenza di sé. Se poi conoscete l'inglese, vi consigliamo di leggere anche la versione inglese di questi testi.
    Questo sito resterà on line fino a quando sarà pagato il dominio. Si è preferito lasciare questo percorso su internet in quanto troppo facilmente le persone erroneamente inalzano o contrastano con rabbia ciò che non capiscono, non sono aperte al dialogo e al rispetto; ma il razzismo si insinua nel sangue al pari di altre loro abitudini credute superate. Certamente non tutti, ma proprio perché questo è un percorso solitario e personale, va bene che ognuno legga e faccia le sue considerazioni e scelte. Tutto qui.

    Un amico ricercatore


Nota: da febbraio 2017 il canale 'noguide' è stato chiuso, sebbene si sia arrivati alla fine del programma, su richiestaa/denuncia di qualcuno ha fatto chiudere prima (non novembre) il canale.

Buono studio e ricerca!

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