Ricerca interiore

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Il bene e il male

Questi due aspetti li posso toccare e riconoscere attraverso i miei sensi, come la notte e il giorno. Così come posso scoprire che il male è assenza di bene, posso anche scoprire che quell'assenza qui non sarà mai assoluta. Sia il male, sia il bene esistono al di là delle immagini archetipe imparate a memoria oppure siano sconosciute causa la mia stessa incredulità e ignoranza determinata da sensi che non li percepiscono come tali.

Se volessi andare al di là dell'immaginario, ampliando quella che può sembrare solo una favola religiosa, posso vedere in quel male un fratello da abbracciare e non perdonare, un fratello che ha sbagliato ed è già sulla retta via del ritorno verso Casa. Anzi, vi dirò e mi diverte pensarlo, è già tornato a Casa: per questo motivo questo mondo basato su una gerarchia piramidale è ormai senza una "punta", oggi è sostituita da un'altra forma di potere, quella di molti, a forma trapezoidale.

Se accolgo il mio male per sostenerlo e riportarlo verso ciò che ritengo essere il fine della mia vita, sto in questo modo trasformando la mia stessa vita e posso sentirmi nelle braccia di Dio. Questo è Amore. Sebbene questa sia una visione umana e il linguaggio tanto limitato, mi sento di dire che c'è ancora molto da comprendere in questo senso e sebbene i tempi siano corti, non perché lo siano realmente, esiste un ascensore che ci potrà condurre ancora a Casa, in caso contrario toccherà aspettare quello successivo.

A questo punto esistono due domande, una per i credenti: "Potete accogliere tra le braccia il demonio come vostro fratello?" E una seconda per i non credenti: "Potete desistere dall'uso della ragione, della violenza e del potere?" Perché in realtà stiamo parlando della stessa cosa. Rinunciare al male non significa abbandonarlo, ma accoglierlo in un abbraccio d'Amore. Oppure, preferiamo restare dei piccoli uomini fragili e arroganti?

Se comprenderemo il gioco dualistico che vive dentro il nostro DNA e la nostra anima, evidente purtroppo solo in questa realtà illusoria, fenomenica e di reale confronto, comprenderemo che la nostra identità supera l'immaginazione e la conoscenza è un gioco di specchi dove tutto è possibile. Questo non vuol dire che la conoscenza sia inutile, ma che va indirizzata e completata attraverso la propria coscienza. La coscienza è la nostra volontà intelligente, così come indicata in queste pochissime righe e identificabile con l'essenza divina che è in ognuno di noi.

Riassumiamo nuovamente:

  1. assoluto e archetipo sono parte di noi, comprendere questa loro influenza è importante per superarli;
  2. l'immaginazione può sviare, tuttavia può essere utile quando si comprende la sua origine;
  3. accolgo il male se lo comprendo, solo così posso poi trasformarlo;
  4. possiamo desistere dall'uso del potere se sappiamo riconoscere il piccolo o grande potere che abbiamo.


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