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foto CHADOR O HIJAB?
di Paolo, 12/12/2002 (agg. 12/05/2005).

Tipi di veli islamici
Non tutti possono sapere che cosa è il "Chador", ma tutti sanno cosa accade in Medio-Oriente alle donne: sono costrette a portare il velo, ovvero a coprire il proprio volto con una stoffa più o meno pesante. Chiamato chador, burga o hijab si tratta di una più o meno pesante copertura del viso della donna. Quello che non si conosce è che la situazione non è da uguale in tutto l'Oriente: ad esempio in Libia non è obbligatorio, ma le donne per nascondersi alla vista degli uomini si mettono il velo; in altre zone è obbligatorio e imposto come nell'alta Turchia dagli estremisti, e in altre zone è caldamente consigliato come in Arabia: ad esempio, la moglie di Prodi nel 1998 per rispetto delle tradizioni del paese, ha messo il vestito tipico per le donne (Rif.: pag.34 di Panorama n.28 del 16/07/98) in Arabia Saudita. Non siamo qui per giudicare se è giusto o sbagliato l'uso di questa usanza nei vari paesi, quanto il modo con cui si usa un oggetto. Nei links troverete varie pagine, anche in italiano, che vi spiegheranno meglio questa tradizione. Comune l'idea, sembra, che Maometto non abbia mai detto di imporre il velo, quanto la decenza nel vestirsi (cosa presente anche in altre religioni). Non sapremo mai cosa esattamente Maometto ha detto o voleva intedere, ma il buon senso ci dice che la decenza è il minimo, cosa che in Occidente ormai è solo un ricordo in nome della libertà di costume e del marketing.

A "Tempi Moderni" (trasmissione su ITALIA1 di Daria Bignardi il mercoledi, ultima trasmissione di Luglio 1999) nella puntata sulla femminilità, è stata presente una stilista araba che vive a Milano di nome Mona Mohanna e che ha portato un messaggio diverso: lei, contro il parere dei suoi genitori in Libano, ha deciso di portare il velo perché lo riteneva giusto leggendo le Sacre Scritture e perché, sempre secondo lei, l'uomo è così debole alla vista di una donna (che può fare qualunque cosa di lui) che è bene si copra per non arrecargli problema e pensieri cattivi (impuri). Mohanna è una stilista molto ricercata dalle grandi Case di moda ed ha portato in trasmissione alcuni capi di sua ideazione. All'inizio il pubblico, in particolare quello maschile, non apprezzò molto il fatto che non si vedeva molto del corpo delle modelle, praticamente solo il volto era visibile; ma poi potendo scomporre il vestito, fatto di vari strati, si poteva vedere che il sotto era composto da veli... a quel punto furono molto apprezzati dal pubblico. C'è bisogno di dire altro?

Con questo non affermiamo che le donne dovrebbero portare il velo, perché è una questione strettamente personale e legata alla sensibilità femminile, ma che esso è semplicemente un oggetto materiale che da solo non determina il bene o il male dello stesso. Solamente l'uso o l'abuso che se ne fa tramite l'imposizione fa la sua differenza. Non è possibile negare l'evidenza dell'aspetto coreografo e di abbellimento di un foulard colorato su una donna, tantoché, anche in occidente il velo è stato ed è un oggetto molto usato e che viene adoperato in varie circostanze: dal coprirsi la testa in chiesa, per ornamento, per tenere caldo il collo o protetto dall'aria.

Simbolo o strumento
Questo ornamento torna utile in estate quando entriamo in un ipermercato, o su un autobus con il condizionatore (ritenuto come buono per la salute cittadina), dove la temperatura scende a 22 °C non solo per l'aria condizionata, ma anche per la presenza dei vari armadi frigo aperti. Sul momento stiamo bene, ma non ci rendiamo conto che questi sbalzi di temperatura (oltre i 6°C) causano disagi nel nostro corpo che alla lunga ci indeboliscono! Una semplice soluzione? Un foulard per coprirsi la testa e il collo. Anche la qualità dell'aria è pessima e si potrebbe risolvere parzialmente con i foulard a base di carboni attivi sperimentati dal CNR di Trieste. Se portare un foulard vi fa sentire a disagio, sarebbe cosa buona capire il perché!

Sotto il termine di "chador" o "hijab" si racchiudono vari modi di portare il velo. Ci sono donne, spesso occidentali, che fanno la "guerra" contro l'imposizione del velo e non si accorgono che questo non è il reale problema, ma che invece è solo la parte più esteriore. Se si desidera cambiare una situazione, non finiremo mai di dirlo, si deve andare alla radice del problema: l'ignoranza.
Ignoranza non solo delle tradizioni, ma anche della conoscenza di se stessi e delle proprie paure. L'imposizione di non usare il chador ha la stessa violenza dell'imporlo con la forza. È evidente che il problema non è quel pezzo di stoffa, quanto la volontà delle persone su altre persone. È più importante, secondo voi, che una donna porti o no il velo, oppure il fatto che sia lasciata nell'ignoranza e succube del potere sia esso fisico, legato al denaro, allo spettacolo, alle leggi di mercato o alla stessa politica degli uomini? Perché questo accade!

Se osserviamo la civiltà occidentale non possiamo fare a meno di notare che sebbene le donne non portino il velo, anche esse hanno (meno di un tempo) un ruolo molto marginale nella società e solo da poco e, comunque a fatica, stanno assumendo parte attiva nel lavoro e nella politica. Se osserviamo la storia degli ultimi 30 anni, troveremo che i ruoli stanno capovolgendosi e che si rischia di andare verso un errore opposto. Però alcune donne stanno accorgendosi di questo e si sta delineando una migliore comprensione dei ruoli. Ma siamo sul filo della "lama". Di fatto ci si accanisce contro una usanza o una situazione perché ci poniamo personalmente in quella situazione e la nostra incapacità a viverla, accettarla e superarla ci porta ad alterarci. Non possiamo giudicare nessuno, ognuno deve essere libero di agire secondo il suo buon senso, ma ci deve essere una buona informazione e cooperazione. Cosa difficile anche in occidente e che l'arroganza, sia essa maschile o femminile, giusta o sbagliata, non può portare da nessuna parte se non in situazioni sempre più difficili. Il velo non fa molta impressione sulle suore perché è una tradizione, allora perché dovrebbe farlo sulle persone che seguono una certa religione? La verità, forse, è che non siamo abituati a veder passare donne mussulmane nelle nostre città e ciò ci spaventa. Perché ci ricorda racconti lontani di un mondo che non conosciamo, perché colleghiamo stupidamente quella cosa ad un articolo frammentario su un rotocalco o un'intervista in una trasmissione che non ci hanno dato un'adeguata informazione e dimenticando purtroppo che anche da noi le donne sono state martiri della prepotenza maschile. Ancora oggi!

Oggi in oriente molte donne combattono, come è giusto, per essere libere dall'imposizione dei veli e a dispetto in occidente le donne combattono per tenerlo. In entrambi casi NON combattono, come appare a molti, una guerra contro o a pro del velo, quanto contro l'imposizione di un abbigliamento. Forse, comprendendo la natura reale del problema, si potrebbe lasciare che siano le persone a decidere della loro vita. Certo, l'educazione è importante, ma non può essere anch'essa imposta, ma deve crescere gradualmente insieme alla consapevolezza delle persone. Cosa questa che sta venendo a mancare in Italia: a discapito di una scuola di contenuti si preferisce una scuola personalizzata e superficiale. Resterà comunque a Voi scoprire come in ogni cultura il porre maschere, veli, ecc. sia in realtà un atto legato alla sacralità della vita o della morte, fino alla spiritualità e non solo una questione di bellezza, di comodità, di protezione o semplicemente di rispetto.

Velo e sacro
Il coprirsi con un velo davanti al sacro era ed è una usanza molto importante in molte culture, nella stessa maniera e peso di quelle persone che raggiunta una unione, momentanea, con la divinità, si coprivano il volto per non anientare con la luce del loro volto chi li poteva vedere. Ai lati due immagini poco conosciute del Budda e di Maometto con il velo davanti al volto.
Anche Mosé nel libro dell'esodo si coprì con un velo il volto: Es 34,28-35, per evitare che il popolo fosse accecato dalla luminosità che aveva ricevuto dall'incontrare Dio.

Tutto questo sembrerà ridicolo ad un occidentale, ma forse è meglio che non ridiate delle credenze di un popolo e su qualcosa che non conoscete a fondo e di cui si potrete discutere anche per millenni senza però trarre una reale conclusione. Ciò che importa è che riflettiate sull'uso che fate di un qualsiasi strumento, ad esempio della parola: strumento di cui spesso abusate per colpire psicologicamente le persone a voi vicine. Possiamo poi chiudere su quanto sia importante per i Tuareg portare il velo, non solo per la sua utilità ma anche quale segno di distinzione di appartenenza e di importanza.



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