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foto NUOVA E VECCHIA IDOLATRIA
di Grazia Cavasino, 20/12/2001.

NUOVA E VECCHIA IDOLATRIA
Qualche giorno fa è stato proclamato Santo il già Beato Padre Pio. Sommo gaudio in tutta la Chiesa, così come si addice in un giorno di festa. Sommo gaudio a San Giovanni Rotondo, sede dell'ospedale Casa Sollievo della Sofferenza. Sommo gaudio a Pietralcina. Paese natale del nuovo Santo, che si fregia di aver dato i natali ad un personaggio così famoso.
Chi fosse Padre Pio ce l'hanno spiegato i molti servizi giornalistici andati in onda in questo periodo, né io posseggo elementi particolari per darne un giudizio realmente informato. Ciò che mi preme far notare è che un collegio di cosiddetti esperti ha giudicato la vicenda umana e spirituale di un uomo la cui ricerca interiore è stata violentemente osteggiata da un collegio di esperti di pari estrazione. I tempi sono mutati, direte, la politica è diversa e la Chiesa ha finalmente dato a quest'uomo il rilievo che meritava.

Ma quale rilievo è stato dato? Il titolo di santo, scelto e voluto da uomini comuni che nulla conoscono delle sofferta, gagliarda ricerca interiore che porta un uomo a patire nella carne le sue contraddizioni? il diritto di veder violata la propria ben nota riservatezza per essere onorato, invocato, chiamato in causa a farsi mediatore tra Dio e gli uomini ? Il diritto di vedere i propri resti e reperti corporali (i guanti, la carta intrisa del sangue delle stigmate, i santini, la cappella funebre) venerati come reliquie miracolose e fatte oggetto di un commercio vergognoso? Il diritto di vedere crocifisso per sempre insieme a lui quel Cristo sofferente che aveva vissuto tanto intimamente da identificarsi con lui in modo così doloroso, misterioso e intimo come il suo orrore della pubblicità?

Non un accenno di scuse per le maniacali cure persecutorie a cui fu sottoposto in vita. Non un dubbio che la vicenda umana e interiore del frate fossero un evento privato da non esporre al mondo. Non il sospetto che tanto rilievo dato ad una singola, personale, misteriosa vicenda possa ribadire l'atroce pratica della delega a terzi (i Santi, la Madonna) delle proprie responsabilità e del proprio dovere di farsi seguace di Cristo in prima persona?

Tutto ciò offende il buon senso, l'etica e il rispetto umano. Ricordo i mille pilastri della Chiesa voluta da Cristo che le mire di potere ecclesiastico hanno osteggiato o martoriato -San Francesco, Santa Caterina, Santa Teresa d'Avila, Giordano Bruno- e i mille martiri ignoti della politica e dei disegni papali. Ricordo, e ho pena e orrore per noi esseri umani, che abbiamo ancora bisogno di esercitare la nostra brutalità sui nostri simili in nome di una spiritualità che non conosciamo neanche di fatto. Ricordo che Cristo si è immolato perché bastasse il suo sacrificio come monito ed esortazione al senso di responsabilità personale. Evidentemente siamo proprio di memoria corta...

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